| ANNI NOVANTA | PRODOTTI SINGOLI E NON FAMIGLIE DI PRODOTTI
Ci sono incontri che portano a collaborazioni durature, altri che si esauriscono dopo la realizzazione di un solo progetto, anche molto fortunato. Nel catalogo Cassina sono presenti mobili disegnati da progettisti che hanno collaborato con l'azienda per un breve periodo, o con progetti che non si sono sviluppati in famiglie di prodotti, anche se il gradimento da parte del pubblico dimostra la qualità di quel singolo modello. Tra questi "figli unici" ci sono i tavoli 713/714 di Theodore Waddell (1973), il tavolo |
|  | Oskar di Isao Hosoe (1991), la sedia Revers di Andrea Branzi (1993), la libreria Pagina di Jean Louis Berthet/Denis Vasset (1993). Nel catalogo Cassina è presente anche un prodotto disegnato da Francesco Binfaré, che dal 1969 al 1976 ha diretto il Centro Ricerche e Sviluppo Cassina: il divano Grandangolo (1995-2000).
I LETTI DI CASSINA.
Nell'aprile 1994 Cassina introduce la Collezione Letti, una tipologia sino a quel momento trattata per lo più come lo sviluppo di una poltrona o di un divano preesistenti, con esiti interessanti, come nel caso del letto Torso di Paolo Deganello o dei letti |
|  | |  | sovrapponibili progettati da Vico Magistretti nel 1964.I modelli che ne fanno parte, diversi per design e materiali, propongono una varietà di soluzioni in grado di soddisfare qualsiasi esigenza e stile di arredamento. I prodotti definiscono una vera collezione, intesa come sistema coerente e completo. Il sistema letto è affrontato e offerto al mercato come un ambito di ricerca formale e tecnologica che coniuga qualità di disegno e di prestazioni, comfort e praticità.
I NUOVI DESIGNER: DA PHILIPPE STARCK A JEAN MARIE MASSAUD
Nell'ultimo decennio, come già era accaduto in precedenza, Cassina stabilisce con |
|  | alcuni progettisti un rapporto di collaborazione privilegiato, dal quale nascono interessanti innovazioni formali e d'uso. Come sempre, Cassina si muove all'insegna di un eclettismo che dà spazio a contributi apparentemente molto discordanti tra loro. La collaborazione con Philippe Starck dà, come prevedibile, risultati sorprendenti: la sedia pieghevole MISS C.O.C.O (1998), il divano 'cablato' L.W.S Lazy Working Sofa (1998), il letto su cui lavorare S.W.B. Sleepy Working Bed (1999), il divano audiovisivo M.I.S.S. Music Image Sofa System (2002, 2004), il divano Mister (2004). Il più recente è MISS YOU: presentato in occasione del Salone del Mobile di Milano 2005, il letto ha l'inconfondibile forza |
|  | ironica di un progetto "alla Starck". A Piero Lissoni sono affidati l'allestimento di spazi espositivi e il progetto di numerose linee, apprezzate per la loro sobria eleganza, come il divano Met (1996), tra i bestseller della collezione Cassina, gli imbottiti Nest (1999), Reef (2001) e i mobili contenitori Flat (1999). Importanti sono anche le riletture di tipologie consolidate - letti, tavoli, sedie, librerie, poltrone e divani - che Cassina affida all'interpretazione dello spagnolo (di origine argentina) Jorge Pensi, allo svizzero Hannes Wettstein, ai tedeschi Markus Jehs + Jürgen Laub e ai francesi Patrick Jouin, Jean-Marie Massaud e allo svizzero Cuno Frommherz, autori dei prodotti più recenti. |
|  | |  | In particolare, a Jean-Marie Massaud si devono i divani Aspen (2005), imbottiti sofisticati e semplici come l'onda di una duna (o forse levigati come uno scoglio), e la poltrona girevole Auckland (2005), dalla confortevole scocca "oscillante", innestata sulla base a stelo mediante una lamina a sbalzo. Divani e poltrona debuttano al Salone del Mobile IMM 2005 di Colonia.
CASSINA I MAESTRI: CHARLOTTE PERRIAND
Nel 2004 la collezione Cassina I Maestri si arricchisce di un altro protagonista: Charlotte Perriand (1903-1999), la collaboratrice di Le Corbusier e Pierre Jeanneret, senza |
|  | |  | | la quale forse non ci sarebbero stati la chaise-longue, la siège tournant e la fauteuil grand confort, che Cassina produce da quarant'anni. Riconoscendole il ruolo di Maestro, Cassina rende omaggio a una grande progettista del XX secolo, come i pezzi inseriti nella collezione a lei dedicata (tra i quali, i tavoli Ventaglio, disegnato nel 1972, e Ospite, del 1927) dimostrano senza ombra di dubbio. |
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