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ANNI SESSANTA
LO SVILUPPO ECONOMICO E
LA NUOVA CASA ITALIANA

Negli anni Cinquanta coesistono vecchi e nuovi sistemi produttivi: da un lato ci si avvale ancora di modelli anonimi, mutuati da un esemplare che funge da prototipo, dall'altro si fa sempre più stretta la collaborazione con i designer, dimostrativa della volontà di qualificare la produzione industriale e di giungere alla definizione di prodotti innovativi.
La cultura italiana del design risponde all'intuizione di quei produttori - e Cassina è tra questi - che vedono un'opportunità nella

trasformazione degli stili di vita sotto la spinta del processo di modernizzazione e di industrializzazione del paese; essi scommettono sul fatto che il mobile moderno aprirà il mercato del rinnovamento della casa italiana. Rinnegati i modelli tradizionali, acquistare un mobile moderno diventerà per il neonato consumatore il simbolo dell'adesione ai nuovi comportamenti.

AFRA E TOBIA SCARPA:
MATERIALI VECCHI E NUOVI

Gli anni Sessanta sono decisivi per il design italiano e la sua diffusione nel mondo. Con l'avvento delle plastiche e dei materiali ad iniezione o pre-impregnati o espansi,
gli arredi si svincolano dai paradigmi formali precedenti.
La poltrona Ciprea (1968), per esempio, progettata da Afra e Tobia Scarpa, si stacca dal classico imbottito per il disegno e per il concetto della sua struttura; non è, infatti, una poltrona imbottita, ma un unico volume costituito da un blocco di poliuretano espanso iniettato, con trapuntatura in dacron incorporata nel rivestimento intercambiabile.
La collaborazione di Tobia Scarpa e di sua moglie Afra con Cassina, iniziata nel 1963, sfocia anche in una serie di arredi di legno massiccio, eco di una tradizione artigianale mai dimenticata e rielaborata in un personale repertorio di forme.
NASCE LA COLLEZIONE
"CASSINA I MAESTRI "

Nel 1964, con l'acquisizione dei diritti di riproduzione di quattro modelli disegnati da Le Corbusier (allora vivente) insieme a Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand - cioè la poltroncina LC1, le poltrone LC2 e LC3 e la chaise longue LC4 - inizia la produzione della collezione denominata "Cassina I Maestri" che raccoglierà negli anni a seguire alcuni arredi dei più famosi architetti del XX secolo.
L'obiettivo principale era ed è la diffusione di valori culturali universalmente accreditati, attraverso la proposizione, oggi, di oggetti d'arredo "ricostruiti".
La ricostruzione, resa possibile dal coinvolgimento diretto dei rispettivi eredi, si fonda su un lavoro di accurata analisi ed attenta reinterpretazione dei prototipi e/o dei disegni originali.
La ricerca e il progetto di ricostruzione sono realizzati con l'assistenza del professor Filippo Alison, direttore del corso di laurea in arredamento e disegno del prodotto all'Università di Napoli Federico II e curatore della collezione "Cassina I Maestri". La collezione "Cassina I Maestri" si amplia in seguito attraverso l'acquisizione dal Bauhaus-Archiv di Berlino dei diritti di riproduzione di alcuni oggetti della Bauhaus (tessuti e scacchi); nel 1968, di Gerrit T. Rietveld nel 1971 (contratto di licenza concluso


con la figlia Elisabeth Eskes-Rietveld) e di Charles.R. Mackintosh nel 1972 (contratto di licenza firmato con la Glasgow School of Art e la Glasgow University).
La collezione "Cassina I Maestri" prosegue con la riedizione (1983) di mobili di E. Gunnar Asplund (tra cui la poltrona Göteborg, disegnata nel 1934-37), con l'acquisizione dalla Frank Lloyd Wright Foundation dei diritti per la riproduzione (1986) dei mobili di Frank Lloyd Wright, tra i quali la poltroncina Barrel, disegnata nel 1937, e infine, nel 2004, dei mobili di Charlotte Perriand (contratto di licenza esclusivo firmato con la figlia Pernette Perriand Barsac).