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LA STORIA
ESORDI ANNI CINQUANTA

La società "Amedeo Cassina" nasce ufficialmente a Meda (Milano) nel 1927, per iniziativa dei fratelli Cesare e Umberto Cassina. Nel 1935 assume la denominazione "Figli di Amedeo Cassina".
Piccoli mobili di legno - tavolini da lavoro e da soggiorno - costituiscono la quasi totalità della produzione iniziale, in seguito allargata a poltrone e salotti. I primi mobili Cassina sono d'ispirazione eclettica, ma le mescolanze stilistiche lasciano ben presto il posto a forme genericamente novecentesche.
Sono gli anni della grande crisi ed è proprio

grazie a quell'ampliamento di attività che la giovane azienda riesce a non essere coinvolta in modo irreparabile dalle difficoltà che colpiscono il comparto e l'intera economia.
I mobili realizzati da Cassina sono prevalentemente elaborati internamente; sovente sono realizzati per specifiche destinazioni e ambienti, e talvolta danno origine a piccole serie.

CASSINA E LA NASCITA
DEL DESIGN ITALIANO

Superata la guerra, Cassina continua a crescere in dimensione, notorietà e soprattutto in eccellenza, grazie alla riconosciuta qualità dei suoi prodotti, che coprono oramai la quasi

totalità delle tipologie d'arredo: sedie, poltrone, tavoli, poltroncine, divani e letti.
Seguono anni fecondi di esperienze e risultati, contrassegnati dall'inizio della collaborazione con progettisti esterni all'azienda, portatori di valori di ricerca più vasti. Il primo è l'architetto Franco Albini: le sue poltroncine mod. 430 (1948), rigorose ed essenziali nelle linee costruttive, contraddicono le tipologie correnti e indicano un'attenzione e un impegno verso una ricerca compositiva più mirata all'innovazione.
Si delinea la convinzione che il numero e l'organizzazione non bastino più, e che la qualità rappresenti la migliore garanzia di successo e di lunga vita del prodotto.
Sta nascendo il design italiano e Cassina è
tra gli artefici del fenomeno.
La separazione della progettazione dalla produzione segna per l'azienda il progressivo passaggio dall'iniziale vocazione artigianale a quella industriale: Cassina favorisce la ricerca e la sperimentazione, ma le innesca sulla tradizione artigianale di cui è maestra.
La trasformazione è favorita anche da numerose commesse per arredi navali che (insieme all'arredamento di alberghi, ristoranti e luoghi per l'ospitalità) assorbono la maggior parte delle energie aziendali ben oltre la metà degli anni Sessanta.

GLI ARREDI NAVALI

Una delle prime forniture navali cui Cassina
partecipa riguarda la motonave Anna C. (1947), la prima nave passeggeri della flotta Costa (le forniture continueranno anche per gli interni e gli arredi delle successive navi della linea Costa). In quegli anni l'Italia sta ricostruendo la propria flotta transatlantica. Gio Ponti e Nino Zoncada, entrambi memori della lezione di Gustavo Pulitzer, sono tra i progettisti più attivi nell'arredameno delle nuove navi.
Per la sfortunata turbonave Andrea Doria (1952), costruita a Genova Sestri dal cantiere navale Ansaldo, Zoncada e Ponti progettano gli arredi della sala soggiorno, della sala delle feste, del grande bar e del giardino d'inverno della prima classe, arredi forniti da Cassina.
Seguono forniture per le motonavi Michelangelo (1965), Cristoforo Colombo e Gripsholm. Le poltrone realizzate per queste forniture presentano particolari caratteristiche costruttive, come il sovradimensionamento delle strutture, la divaricazione delle gambe o ancora le imbottiture rigide in stretta rispondenza al loro impiego e alle forti sollecitazioni cui devono essere sottoposte.

GLI ARREDI PER I LUOGHI PUBBLICI

L'attività di Cassina nell'ambito della fornitura di soluzioni complete nell'arredamento d'interni e allestitive per spazi pubblici, eventi o manifestazioni assume a partire dagli anni Cinquanta una rilevanza considerevole.
Si tratta di un impegno cospicuo, decisivo per la crescita dell'azienda.
Crescita che riguarda il livello della produzione media, anche dal punto di vista quantitativo. L'aumento di volume di lavoro induce l'azienda a riorganizzarsi internamente, per eseguire, in minor tempo e con gli stessi risultati qualitativi, una produzione di serie.
Tra le realizzazioni più importanti in questo settore si ricordano: il Casinò di San Remo, il Casinò di Saint Vincent, le diverse sedi dei Bar Motta a Milano, il Ristorante Savini a Milano, l'Hotel Europa Palace ad Anacapri, l'Hotel Royal a Napoli, l'Hotel Diana a Milano.
CASSINA E GIO PONTI

L'attività dell'azienda negli anni Cinquanta è fortemente legata al genio creativo di Gio Ponti. Nei progetti d'arredo che egli elabora in quegli anni sembrano convivere due tendenze opposte: da un lato il classicismo, evidente nei mobili decorati progettati in collaborazione con Piero Fornasetti, dall'altro una crescente tensione verso il modernismo, verso oggetti "tendenti al sottile, al leggero".
La linea slanciata e tesa del fianco della poltrona Distex (mod.807, 1953) riflette pienamente l'evoluzione della poetica progettuale di Ponti. Realizzata con i braccioli pieni dalla geometria "acuta" e i piedini di legno, viene prodotta anche
nella variante con gambe-braccioli in metallo.
In questa variante viene inserita da Ponti nell'arredamento per "l'Alloggio uni-ambientale" presentato alla X Triennale di Milano. La poltrona Distex è esemplificativa e sintomatica della produzione degli imbottiti di quegli anni per l'uso della gommapiuma e i nastri elastici, che hanno oramai sostituito la tradizionale imbottitura a molle, e dei nuovi materiali come la vinilpelle, la vipla e il flexa per il rivestimento.

LE SEDIE LEGGERE

La sedia mod. 646 di Gio Ponti, denominata la Leggera, costituisce il momento intermedio di quel processo progettuale sul tema di una
seduta moderna da produrre in serie che porta alla definizione del mod .699, la Superleggera, uno degli archetipi del design italiano.
Nel 1949 compare su Domus (240) una sedia in frassino dipinto, che contiene in nuce alcuni paradigmi formali - quali lo schienale piegato e i supporti appuntiti - della ricerca pontiana. Cassina mette in produzione questo modello nel 1952.
Ma è nel 1957 che lo studio pontiano sulla sedia, o meglio sulla "sedia - sedia, modestamente senza aggettivi, cioè una sedia normale... e basta, leggera sottile, conveniente" (Domus 268, 1952), raggiunge la sua compiutezza.
Mutuata dalla tradizione ligure della sedia
di Chiavari, la Superleggera è frutto indiscusso della ricerca di Gio Ponti e dell'abilità e capacità di sperimentazione e di lavorazione della Cassina e dei suoi artigiani che, attraverso progressivi alleggerimenti della struttura e modifiche sulla forma dei montanti, rispetto alla prima versione della Leggera, approdano ad una soluzione caratterizzata da un perfetto equilibrio tra solidità e leggerezza.
L'adozione della sezione triangolare, di soli 18 millimetri, nella struttura delle gambe e il raggiungimento di un peso di 1,66 kg portano al limite l'identificazione della forma con la struttura.
Una sedia leggera e fortissima, di cui lo stesso Ponti riferisce gli incredibili collaudi:
"Se andate dai Cassina vi daranno spettacoli emozionanti di lanci di queste sedie, che ricadono dopo voli vertiginosi, in alto e in lungo, rimbalzando e non rompendosi mai". (Domus 268, 1952)
Prodotta e venduta da quasi cinquant'anni, la Superleggera è simbolo della forza della dialettica tra poetica del progettista e caparbietà e conoscenza tecnologica degli artigiani Cassina. Realizzata in frassino naturale o laccato, oggi è prodotta esclusivamente con il sedile in canna d'India, nella più stretta consonanza con le "chiavarine".
IL COMPASSO D'ORO
A CARLO DE CARLI E CASSINA

Nel 1954 si tiene la prima edizione del Compasso d'Oro, il premio che sancisce la nascita ufficiale del design italiano e destinato a individuarne nel corso degli anni i migliori risultati. Tra i premiati del 1954 c'è la sedia mod. 683, disegnata da Carlo De Carli per Cassina. La sua struttura in massello di frassino, ricca di riferimenti organici, è caratterizzata da gambe affusolate di sezione esigua e da un elemento ad "L" per il sostegno di sedile e schienale: questi ultimi, costituiti da un sottile foglio in compensato di frassino curvato, sembrano avvolgere la struttura, alla quale sono connessi mediante
piccoli distanziatori in ottone. Il mod. 683 riceve il Diploma d'onore alla X Triennale di Milano e il premio Good Design al MoMA di New York.

IL MODERNO DI ICO PARISI

Un'altra collaborazione importante e proficua per Cassina è quella con Ico Parisi, uno dei principali protagonisti del design italiano negli anni Cinquanta. I suoi mobili sono tra le più interessanti interpretazioni del moderno dell'epoca. Lo dimostra anche l'intensa partecipazione di Parisi a mostre e allestimenti, in particolare alle Triennali di Milano. La sedia mod. 691 (1956) sintetizza le ricerche formali del periodo: la tendenza al
leggero, le strutture portanti ad "X", modellate secondo forme organiche ad "osso", con terminali appuntiti e rastremati.

I PRODOTTI DI SUCCESSO
DI GIANFRANCO FRATTINI

La collaborazione di Gianfranco Frattini con Cassina inizia nel 1954. Frattini disegna diversi modelli (tra cui, le poltrone mod.831, mod.849 e le sedie mod.101, mod.102, mod.104, mod.105, mod.107) che esprimono il gusto più sensibile e avanzato del tempo, tanto che i modelli firmati Frattini costituiscono, nei primi anni Sessanta, il 60% della produzione Cassina. La poltrona mod.849 propone un distacco evidente tra
parte portante e portata, una separazione netta del avalletto ligneo della struttura rispetto allo schienale e alla scocca dell'insieme sedile-braccioli: alla semplicità geometrica del telaio di sostegno si contrappongono la curvatura e la flessuosità delle parti imbottite e rivestite, che paiono così quasi sospese.