Cassina diffonde la cultura del design contemporaneo alla nuova Rizzoli Galleria

L’architetto, designer e urbanista milanese Franco Albini avrebbe trovato una certa soddisfazione nel sapere che oggi la sua libreria Infinito, disegnata nel 1956/57 e in produzione esclusiva da Cassina dal 2008, fa parte di un progetto di grande prestigio per la città di Milano.
 
All’interno della nuova Rizzoli Galleria, che si trova in Galleria Vittorio Emanuele II, una serie di progetti firmati Cassina sono stati raccolti per creare un’atmosfera accogliente per i visitatori all’insegna della cultura.
 
La libreria Infinito rappresenta perfettamente l’industria italiana ed è caratterizzata dalla lavorazione seriale che permette infinite e differenti soluzioni compositive, dalle strutture portanti ai componenti. La struttura, non necessitando di ancoraggi a parete, può offrire quindi una doppia superficie con due facciate contrapposte di piani di appoggio per i libri e altre soluzioni di contenimento.
L'elaborazione compositiva di Franco Albini tende quasi sempre verso nuovi valori tecnico-costruttivi di elevata espressività estetica, dove l'apparente semplicità nasconde complesse e raffinate soluzioni costruttive. Anche i tavoli TL3 sottolineano questa leggerezza visiva ricorrente nella progettazione dell’architetto attraverso la sospensione del piano che sembra di librare a mezz’aria.
 
Presenti anche gli architetti milanesi Vico Magistretti con le librerie Nuvola Rossa e Mario Bellini con i tavoli La Rotonda, espressioni massima della capacità della falegnameria di Cassina. Il tavolo per esempio è contraddistinto dalla base della struttura che è costruita da un incrocio diagonale di tre gambe di sezione quadrata per consentire l’appoggio del piano che, solo per la Rizzoli, è stato sviluppato in una versione speciale quadrata.
 
La poltrona Utrecht, altro elemento importante nell’allestimento della Rizzoli Galleria, esalta la scomposizione geometrica che Gerrit T. Rietveld amava. La scansione grafica e la separazione degli elementi costruttivi sono infatti ricorrenti nel lavoro sperimentale del geniale maestro olandese.
 
 
Cassina, autenticità prima di tutto
 
Cassina, fondata nel 1927, inaugura nell’Italia degli anni ‘50 l’industrial design. Da autentica apripista assume subito un’attitudine di ricerca e di innovazione coinvolgendo importanti architetti e designer nell’immaginare nuove forme e soprattutto a tradurre le loro intuizioni in realtà, una caratteristica che ancora oggi distingue l’azienda. L’identità di Cassina infatti si incontra in un originale connubio dove l’attitudine tecnologica è strettamente connessa ad una artigianalità di grande tradizione.
Nel 1964, con l’acquisizione dei diritti di riproduzione di quattro modelli disegnati da Le Corbusier (allora vivente) insieme a Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, inizia la produzione della Collezione Cassina I Maestri, che negli anni a seguire raccoglierà in esclusiva mondiale, lavorando in stretto contatto con gli eredi e le fondazioni ufficiali, alcuni arredi dei più famosi architetti del XX secolo (Gerrit T. Rietveld, Charles R. Mackintosh, E. Gunnar Asplund, Frank Lloyd Wright, Charlotte Perriand e Franco Albini).
Oggi sono molti gli architetti e i designer italiani e internazionali che hanno collaborato e collaborano per la Collezione Cassina I Contemporanei: Mario Bellini, Rodolfo Dordoni, Piero Lissoni, Vico Magistretti, Luca Nichetto, Gaetano Pesce, Gio Ponti e Philippe Starck.
Con una cultura trasversale della qualità assoluta, che rende ogni pezzo Cassina unico.
Nel giugno 2013 Cassina ha acquisito Simon – marchio storico italiano di design fondato da Dino Gavina e Maria Simoncini: due aziende pioneristiche unite oggi da un’anima sperimentale e dall’espressione del rapporto tra cultura e produzione. Cassina SimonCollezione, inserito all’interno della Collezione Cassina I Contemporanei, raccoglie firme importanti come Carlo Scarpa, Marcel Breuer e Kazuhide Takahama.