Le architetture di Le Corbusier. Il rapporto tra la sua opera rivoluzionaria e i prodotti innovativi della Collezione LC presso lo Showroom di Cassina Milano

In occasione della presentazione del 50° anniversario della Collezione LC, che coincide con la scomparsa di Le Corbusier avvenuta due mesi prima della presentazione della collezione nel 1965, lo showroom di Cassina Milano si trasforma per raccogliere in un unico luogo un allestimento ispirato alle sue architetture più rappresentative.
 
La naturale relazione tra l’architettura di Le Corbusier e i modelli della Collezione LC
 
All’interno dello showroom Cassina, dettagli di cinque progetti di architettura brutaliste realizzati in cemento armato nella maturità artistica del grande maestro fanno da sfondo scenografico per otto pedane che presentano i nuovi prodotti.
Le Corbusier amava questo materiale moderno in quanto lo considerava innovativo e, allo stesso tempo, in armonia con la natura visto la sua composizione di sabbia cemento e materiale inerte, e per la plasticità che gli permise di progettare forme organiche simili a fossili e rocce.
Un tema che ritroviamo oggi con le nuove proposte eco-friendly realizzate da Cassina che mettono in evidenza l’evoluzione poetica del maestro tesa a fare uso di materiali naturali.
Soprattutto questo omaggio a Le Corbusier sottolinea la portata rivoluzionaria delle sua opera in parallelo all’innovazione introdotta dai tre co-autori con le proposte degli arredi metallici che hanno trasformato inaspettatamente i codici classici del linguaggio dei mobili.
 
In fondo allo showroom, la sala delle colonne viene dedicata ai primi quattro modelli entrati a far parte della collezione di Cassina nel 1965, la LC1, la LC2, la LC3 e la LC4 disegnati da Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand per la presentazione al Salon d'Automne nel 1929. In proiezione un video emozionale dedicato alla collezione racconta la sua storia mettendo in evidenza l’autenticità di questa produzione, esaltando le forme e i dettagli. Inoltre, l’allestimento è integrato dall’illuminazione disegnata da Le Corbusier e prodotta in esclusiva da Nemo.

Grande impatto della vetrina, poco impatto sull’ambiente
 
Per la settimana del lancio, le vetrine dello showroom milanese ospitano degli espositori che presentano i nuovi materiali verdi della Collezione LC: le pelli e i cuoi, che diventano totalmente organiche, e la palette di colori aggiornata per i tubi delle strutture in cromo trivalente.
I cinque display sono stati ispirati dalle forme espressive delle architetture di Le Corbusier e realizzati con gli stessi materiali e dettagli costruttivi dei mobili della Collezione LC, come ad esempio i campioni delle nuove pelli fissate alla struttura dell’espositore con le stesse molle utilizzate per la poltroncina LC1.
 
Progetti di architettura di Le Corbusier in cemento armato fonte di ispirazione per la mostra
 
1. Chapelle Notre Dame du Haut, Ronchamp, France, 1950 – 1955
2. Couvent Sainte, Marie de La Tourette, Éveux, 1959
3. Villa Shodhan, Ahmedabad, India, 1951 – 1956
4. Maison du Brésil, Cité Internationale Universitaire, Paris, France, 1953
5. Maison de la Culture, Firminy, France, 1956
6. 7. 8. Unité d’Habitation, Marseille, France, 1952
 
Progetti di Le Corbusier come riferimento per gli espositori dei nuovi materiali
 
1. Modulor, 1943
2. Unité d’Habitation, Marseille, France, 1952
3. Chapelle Notre Dame du Haut, Ronchamp, France, 1950 – 1955
4. Plan Voisin, progetto per Parigi, 1922-25
5. Torre delle Ombre, Chandigarh, India, 1960.

E Le Corbusier disse…

“L'architecture, c'est, avec des matières bruts, établir des rapports émouvantes.”
 
“Puissent nos bétons si rudes révéler que, sous eux, nos sensibilité sont fines…”
 
“Il faut bien se mettre en tête que le dorique ne poussait pas dans les prairies avec les asphodèles, et que c’est une pure création de l’esprit. Le système plastique en est si pur qu’on a la sensation du naturel. Mais, attention, c’est une oeuvre totale de l’homme.”
 
“Lorsqu’une oeuvre est à son maximum d’intensité, de proportion, de qualité d’exécution, de perfection, il se produit un phénomène d’espace indicible : les lieux se mettent à rayonner, physiquement ils rayonnent.”
 
“Peinture, architecture, sculpture, sont un unique phénomène de nature plastique au service des recherches poétiques ou capables de déclencher le moment poétique.”
 
“On dit qu’un visage est beau lorsque la précision du modelage et la disposition des traits révèlent des proportions qu’on sent harmonieuses parce qu’elles provoquent au fond de nous, par-delà nos sens, une résonance, sorte de table d’harmonie qui se met à vibrer. Trace d’absolu indéfinissable préexistant au fond de notre être. Cette table d’harmonie qui vibre en nous est notre critérium de l’harmonie. Ce doit être cet axe sur lequel l’homme est organisée, en accord parfait avec la nature et, probablement, l’univers, cet axe d’organisation qui doit être le même que celui sur lequel s’alignent tous les phénomènes ou tous les objets de la nature ; cet axe nous conduit à suppose rune unité de gestion dans l’univers, à admettre une volonté unique à l’origine.”