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Un percorso straordinario di design contemporaneo

Nel 2017 Cassina festeggia il suo 90° anniversario: un'opportunità per riflettere sulla storia dell'azienda e per guardare verso il futuro, senza perdere di vista le origini.

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This Will Be The Place, un libro pionieristico a cura di Felix Burrichter. Rizzoli 2017. Cassina risponde alle domande sul futuro di abitare e ne mette in scena alcune spettacolari anteprime visive.

This Will Be The Place, una monografia che esplora i comportamenti sociali contemporanei e il loro possibile impatto sul futuro degli interni.

Per il 90° anniversario, Cassina presenta la monografia “This Will Be The Place”, curata da Felix Burrichter (giornalista, direttore creativo e fondatore della rivista PIN-UP di New York) ed editata da Rizzoli. Nel 1977, Cassina commissionò a Mario Bellini la realizzazione del Libro dell’Arredamento, un abaco di prodotti che si differenziavano per funzione e materiali, studiati per Cassina con ipotetici suggerimenti su come meglio arredare l'ambiente domestico. Questo importante approccio agli ambienti interni è stato il punto di partenza per un lavoro continuo di Cassina. 40 anni dopo Cassina ha commissionato uno studio su come una società in evoluzione influenzerà il futuro degli interni: il risultato è "This Will Be The Place", una monografia di 352 pagine. Questo libro pionieristico è diviso in due sezioni: teorica e fotografica. Nella prima parte, cinque personalità del mondo dell'architettura e del design condividono i loro pensieri su come gli aspetti antropologici e sociologici della vita possono mutare le nostre abitudini quotidiane. La seconda parte del libro adotta un approccio visivo molto sfidante: Cassina converte i contenuti identificati nelle interviste in cinque scenari fotografici, presentando possibili ambienti domestici arredati con i mobili dell’azienda.

This Will Be The Place è ora disponibile a livello internazionale presso i negozi Cassina e tramite la rete di Rizzoli.

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Installazione Cassina 9.0: un punto di arrivo al traguardo dei 90 anni, un nuovo punto di partenza verso il futuro.

Cassina 9.0: un’installazione per il 90° anniversario.
90 anni. Un anniversario importante che viene celebrato in occasione del Fuorisalone 2017 con un manifesto per il futuro: Cassina 9.0. L’installazione firmata da Patricia Urquiola è una esplorazione giocosa che fa riferimento, come nel linguaggio informatico, al progresso e all’evoluzione come necessaria risorsa per reinterpretare l’eredità storica dell’azienda. Una libera interpretazione della monografia “This Will Be The Place”, presentata da Cassina in questa occasione.

Cassina, da sempre anticipatrice e pionieristica, così afferma la sua forte volontà di mettere in relazione il proprio passato e presente tramite una visione proiettata al futuro.

Un progetto site-specific. Cassina 9.0 si sviluppa in un nuovo luogo di Milano, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Una scelta accurata per l’impegno intellettuale, culturale e creativo della Fondazione verso la città nella ricerca di idee e soluzioni che possono costruire futuri possibili. Il progetto curato da Patricia Urquiola consiste in un’installazione site-specific che dialoga con lo spazio rispettando l’architettura dell’edificio e le linee di ricerca della Fondazione dedicate alle trasformazioni degli spazi urbani e delle dimensioni di cittadinanza.

Disruption: interazione e sperimentazione. Il percorso inizia al primo piano dove lo spazio viene diviso da un gesto che riprende il taglio diagonale dell’edificio. E’ un disruption wall. Perché una rottura, come spiega il designer Konstantin Grcic nel libro "This Will Be The Place", è un'opportunità per creare cambiamento.

Nella prima parte dell’installazione, permeata dal colore rosa, è la realtà virtuale a innestarsi nella dimensione reale. All’interno di ambienti domestici riconoscibili, il visitatore si relaziona ai prodotti di Cassina tramite esperienze interattive inaspettate, coinvolgenti ed ironiche, che vanno mutando. La presenza di opere dell’Archivio di Cassina rafforza il concetto del passato come fondamento per costruire il futuro.

Una realtà parallela. Il colore verde segna l’arrivo in un’altra realtà. In quest’area una riproduzione del grande divano-isola La Barca di Piero De Martini (1975) invita il visitatore alla condivisione, in un ambiente in cui ognuno può adattarsi confortevolmente. Si riprende così il concetto del Free Flow, uno spazio fluido senza limiti, espresso nel libro dall’architetto tedesco Arno Brandlhuber. Qui si attende l’ingresso alla chroma key room: attraverso questa tecnica, il visitatore viene trasferito in una dimensione virtuale, immergendosi nei collage disegnati per il libro dall’artista Martti Kalliala. Si entra così in una dimensione surreale, giocosa come un Playground.

La comprensione del passato per guardare al futuro. Salendo verso la punta dell’edificio, si può visitare l’avveniristico Refuge Tonneau che svetta sopra la città come un faro. Cassina ha ricostruito fedelmente questo rifugio di montagna portatile, disegnato da Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret nel 1938, per diffondere i valori culturali degli architetti del Moderno. In questo contesto il Refuge Tonneau diventa un simbolo del tema Back To The Roots, un manifesto per il ritorno alla natura, che nel libro il giovane architetto cinese Zhao Yang presenta come una risposta alla densificazione dei centri urbani.

Un sistema per meglio relazionarsi con lo spazio circostante. Durante il giorno, nella sala lettura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, i visitatori possono accomodarsi sul nuovo divano Soft Props disegnato da Konstantin Grcic per la Collezione 2017.

Dopo le 19.00 lo spazio si riconfigura per accogliere nuove attività: la sfumatura tra il pubblico e il privato quindi svanisce, e le azioni si condensano intorno alla superficie orizzontale dei divani. E’ il concetto del Bed Time, come Beatriz Colomina, storica dell’architettura, racconta nella sua intervista: il XXI secolo sarà il secolo del letto e grazie alla tecnologia potremo condurre la nostra vita sempre più in orizzontale.

Horizontal Freedom, una performance per raccontare il passato in chiave contemporanea. Mercoledì e giovedì, con un calendario dedicato, nella sala lettura, un gruppo di attori teatrali entreranno in contatto con il visitatore coinvolgendolo in una performance che mira ad avvicinare il passato al futuro di Cassina.

La pièce è ispirata al progetto Kar-a-sutra, il primo prototipo di macchina monovolume disegnato da Mario Bellini nel 1972 con Dario Bellini, Francesco Binfaré e Gianfranco Origlia, e coordinato dal Centro Ricerche Cassina, insieme a C&B Italia, Citroën e Pirelli. Esposta al MOMA per la mostra New Domestic Landscape, questo progetto innovativo rispondeva all’esigenza dell’utente di aver massima libertà e abitabilità dello spazio, oltre a un’organizzazione degli interni per facilitare la comunicazione tra i passeggeri.

Durante gli altri momenti della settimana, la performance sarà proiettata allo stesso piano.

MutAzioni

MutAzioni, una riflessione sulla storia dell'azienda. Un'occasione per rileggere con un occhio contemporaneo 9 icone che rappresentano 90 anni di storia. 9 modelli che nel corso dei decenni sono diventati sinonimo di design contemporaneo ma che, al tempo stesso, non sono mai stati rivisti o modificati secondo la logica di miglioramento continuo adottata da Cassina. Riscoprendo e rafforzando l'identità di questi prodotti, MutAzioni sottolinea la continua necessità di adattarsi al mondo in continua evoluzione in cui viviamo. Ecco le prime.

La storica sede di Cassina si rinnova con un progetto di Patricia Urquiola.

Un progetto di investimento nel territorio locale per migliorare e ampliare il proprio quartiere generale.
Cassina celebra il 90° anniversario con i dipendenti con un progetto di rinnovo della storica sede di Meda firmato dall’architetto Patricia Urquiola. La Brianza è sempre stata un fulcro importante a livello produttivo, commerciale e direzionale per Cassina, in quanto zona storica del mobile in grado di offrire interessanti potenzialità di crescita e sviluppo grazie alle competenze specifiche che risiedono nel distretto. Patricia Urquiola, Art Director del marchio, ha voluto dare valore al carattere industriale della sede, inaugurata nei primi anni 40, ripristinando il cortile di ingresso, realizzando una zona di accoglienza di rappresentanza e sviluppando dei nuovi spazi comuni. L’obiettivo è di far trasparire meglio l’essenza della sede riportata a nuovo nella sua forma pura. Dettagli di stile e l’uso del colore sono fattori caratterizzanti del progetto, come per esempio l’uso dei pannelli di alluminio perforata per creare una nuova forma d'espressione contemporanea.

Il Refuge Tonneau: un vero capolavoro che relaziona funzionalità e bellezza in uno spazio minimo.
La diffusione culturale delle opere degli architetti e designer delle collezioni ha caratterizzato il DNA dell’azienda. Nell’area ristoro è stato installato il Refuge Tonneau, l’unica fedele riproduzione mai realizzata dell’avveniristico rifugio mobile disegnato da Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret nel 1938. Prodotta da Cassina in scala reale nel 2012 sulla base di schizzi e appunti originali, ha dato la possibilità a tutti di entrare all’interno di questo progetto visionario, altrimenti destinato a restare sconosciuto. Oggi anche i dipendenti di Cassina potranno entrare nel Refuge Tonneau per godersi un caffè durante la pausa. All’interno Charlotte Perriand, grande appassionata di montagna, aveva previsto un posto per ogni cosa per facilitare i gesti che legano l’uomo e gli arredi negli spazi ridotti.

La storia della falegnameria ritratta nelle immagini del fotografo rinomato Armin Linke.
La nuova area “Galleria” della sede di Meda si inaugura con una mostra fotografica di Armin Linke sulle opere della falegnameria di Cassina, dove sono esposti pezzi di archivio della Superleggera e il lavoro svolto insieme a Gio Ponti. L’esibizione, aperta ai dipendenti, clienti e visitatori, sarà la prima di una seria di appuntamenti per evidenziare e valorizzare il patrimonio dell’azienda e il saper fare MedaMade.

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MedaMade evidenzia l'importanza della produzione locale ed è una garanzia della qualità