Cassina 9.0 : 2017-1927 « This Will Be The Place » : una monografia sul futuro degli interni presentata a Parigi con la Collezione 2017.

Un'eredità di 90 anni di ricerche del living e degli interni contemporanei.

Cassina ha da sempre nutrito uno speciale interesse per gli interni. Non solo per la disposizione dell'arredamento in una stanza, ma anche come l'impatto culturale e sociale degli interni e dell'architettura può cambiare il nostro modo di vivere.

Nei suoi 90 anni di storia, l'azienda ha sempre prodotto mobili per la vita contemporanea. Uno dei primi esempi della lungimiranza di Cassina è stato negli anni Cinquanta il passaggio da un approccio artigianale alla produzione in serie.

La ricerca della modernità attraverso lo studio di nuove forme e materiali è ancora oggi parte del DNA dell’azienda, così come la diffusione culturale delle opere dei suoi designer e architetti. Possiamo citare come esempio la ricostruzione di progetti architettonici all'avanguardia quali il Cabanon, la casa estiva di Le Corbusier, o il Refuge Tonneau, un rifugio di montagna progettato da Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret nel 1938.

 

Un libro pionieristico che esplora i comportamenti sociali contemporanei e il loro possibile impatto sul futuro degli interni in occasione dell’anniversario di Cassina.

Nel 1977 Cassina commissionò a Mario Bellini la realizzazione del Libro dell’Arredamento, un abaco di prodotti che si differenziavano per funzione e materiali, studiati per Cassina con ipotetici suggerimenti su come meglio arredare l'ambiente domestico. Questo importante approccio agli ambienti interni è stato il punto di partenza per un lavoro continuo di Cassina.

40 anni dopo, per festeggiare il suo 90° anniversario, l’azienda ha commissionato uno studio su come una società in evoluzione influenzerà il futuro degli interni. Il risultato è "This Will Be The Place", una monografia di 352 pagine, editata da Rizzoli e curato da Felix Burrichter (giornalista, direttore creativo e fondatore della rivista PIN-UP di New York).

Il libro è diviso in due sezioni: teorica e fotografica. Nella prima parte, cinque personalità del mondo dell'architettura e del design condividono i loro pensieri su come gli aspetti antropologici e sociologici della vita possono mutare le nostre abitudini quotidiane.

La seconda parte del libro adotta un approccio visivo molto sfidante: Cassina converte i contenuti identificati nelle interviste in cinque scenari fotografici, presentando possibili ambienti domestici arredati con i mobili dell’azienda.

 

Free Flow, Arno Brandlhuber: una casa con spazi fluidi, non definiti.

Per la casa del futuro, l’architetto minimalista berlinese Arno Brandlhuber predice un uso flessibile dello spazio con confini meno marcati tra il pubblico e il privato, l’interno e l’esterno. L'architetto ritiene che i cambiamenti demografici richiedono una maggiore fluidità nella progettazione delle case, dove i muri tra configurazioni spaziali e sociali preconcette devono essere abbattuti, in senso letterale e metaforico, convertendo la casa in una sorta di micro-città.

Gli interni presenti in questa sezione sono stati fotografati nella Balint House di Fran Silvestre Arquitectos a Valencia, uno dei soggetti della campagna pubblicitaria "The Other Conversation" di Cassina.

 

Artful Living, Martti Kalliala: la casa del curatore, dove l'arte imita la vita e la vita imita l'arte. Parte di un'antologia.

Nel suo saggio speculativo Come Viviamo Domani, Martti Kalliala, architetto, artista e musicista finlandese basato a Berlino, immagina scenari domestici in cui robot telecomandati regnano incontrastati su appartamenti campione immacolati, asettici e vuoti, o in cui agili centenari conservano il loro vigore grazie a stanze attrezzate che stimolano l'attività fisica. Tuttavia il risultato dell'attuale urbanizzazione iperaccelerata e della totale pervasività della tecnologia digitale potrebbe creare un contrappasso che prenderà la forma di un ritorno alla natura.

Questa sezione è stata fotografata negli interni dal 19esimo secolo di Villa Erba a Cernobbio, Italia.

 

Playground, Konstantin Grcic: "disruption" positivo per promuovere la sperimentazione e la longevità.

Il designer Konstantin Grcic sottolinea la necessità di confrontarsi con la realtà per poter guardare verso il futuro. Ritiene che il design nasce sempre da qualche forma di contesto contemporaneo. La ricerca di eventuali disruption, cioè di rotture, probabilmente può costituire un'opportunità di cambiamento.

La rottura è un concetto importante che ritorna nella seconda parte del libro. Uno spazio ibrido dovrà sfidare il proprio fruitore, creando, al contempo, confort. In un mondo dove l’aspettativa di vita continua ad aumentare, dovremo trovare soluzioni che ci manterranno vigili e in forma.

 

Back To The Roots, Zhao Yang: un habitat naturale dove il rurale incontra l'urbano.

Come risposta allo sradicamento delle tradizioni in una società dove l'identità è stata persa a causa della concretizzazione dei centri urbani, il giovane architetto cinese Zhao Yang si concentra sulla riscoperta di un linguaggio rurale, promuovendo un ritorno alla natura. Sostiene che solo rispettando la tradizione e il senso dei luoghi possiamo garantirci un futuro sostenibile. Eppure non è nostalgico nel suo approccio, per pensare al futuro si deve avere una profonda comprensione del passato.

Gli interni inclusi nella seconda parte del libro sono stati fotografati con la luce naturale di una casa progettata da Arno Brandlhuber a Scopello, Sicilia.

 

Bed Time, Beatriz Colomina: la casa è il letto, dove il fisico incontra il digitale.

Beatriz Colomina, storica dell’architettura e accademica di Princeton University, afferma che l'identità dell'umanità moderna è stata per la maggior parte ridotta al contenuto del proprio smartphone, un’apparecchiatura attraverso cui possono passare quasi tutte le interazioni sociali e professionali. Di conseguenza il XXI secolo sarà il secolo del letto: grazie ai computer portatili, ai tablet e agli smartphone, potremo condurre la nostra vita interamente distesi fra le lenzuola e il pubblico e il privato, il lavoro e il gioco, il sonno e la veglia, si concentreranno tutti in un unico luogo.

Concetti dal libro “This Will Be The Place” ai nuovi prodotti esposti presso lo Showroom Cassina Parigi Saint Germain.

I concetti di fluidità dello spazio, di ibridazione delle tipologie, di circolarità del tempo e delle forme, analizzati nelle letture critiche del libro, emergono nei nuovi prodotti della collezione e contaminano le evoluzioni dei progetti esistenti “in mutazione” offrendo nuove possibilità.

All’interno della Collezione nuova si trova innanzitutto il divano Floe Insel di Patricia Urquiola, che si accorda ai principi di flessibilità degli ambienti, visivamente dinamico dai volumi ampi e asimmetrici che comunicano fortemente l’idea di confort.

Una evidente interazione con l’utente, anch’essa espressione di un bisogno di versatilità degli spazi e degli arredi, è la proposta di Konstantin Grcic, Soft Props. Una scenografia per conversazioni pubbliche o private definita da una linea grafica che disegna quasi in modo astratto uno spazio, tracciando il perimetro del divano e creando un confine più intimo reso confortevole da morbidi appoggi e da cuscinature variabili.

Adatte a un panorama domestico flessibile sono anche le mensole Baleno progettate dai fratelli Bouroullec alla loro prima collaborazione con Cassina. Come le vertebre di una balena, queste mensole flettono quando sottoposte al peso dei libri, diventando anche un elemento decorativo per le pareti attraverso combinazioni di più elementi ripetuti, per uno spazio in continua trasformazione. Il secondo progetto dei due designer francesi nasce dall’incontro con il catalogo Cassina ed elabora un nuovo prodotto dalle memorie di famiglia. Sedia o poltroncina? Cotone è un innesto di un appoggio molto morbido, accogliente, in piuma, con una struttura minimale portante rigida che dà vita a un modello che trasmette l’agio di un imbottito per una seduta da tavolo.

 

Progetti in continua evoluzione.

Alcuni prodotti in catalogo ampliano la gamma con nuove proposte.

Nuove proporzioni e dettagli per il divano di Piero Lissoni con 8 Cube grazie a elementi imbottiti privi del pannello laterale e posteriore, oltre all’introduzione di una poltrona girevole.

Alcuni progetti si arricchiscono con nuove finiture e colori, come per esempio i contenitori Flat di Piero Lissoni e la collezione di oggetti Réaction Poétique di Jaime Hayon.

Altri upgrade invece modificano fortemente il progetto originario, come la proposta del nuovo tavolo Lebeau disegnato da Patrick Jouin per Cassina nel 2003 ora rivisitato in legno con una base leggera costituita da un’alternanza di pieni e vuoti ottenuta con doghe curvate in massello, espressione dell’alto livello di capacità produttiva dell’azienda.

E per finire un vero ritorno alle origini con la proposta della sedia Leggera di Gio Ponti per ricordare il rapporto intenso e duraturo di collaborazione consolidatosi nei primi anni 50 e approdato nel 1957 all’iconica Superleggera.

 

cassina.com

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