Cassina presenta la riflessione sperimentale “D’un Casier à l’autre…un nouveau Standard”.

La modernità, al centro della ricerca di Cassina.
Dal 2 al 14 maggio, il nuovo showroom Cassina Rive Droite presenta il progetto sperimentale “D’un casier à l’autre…un nouveau standard” con la curatrice, designer, architetto d’interni e professore Marie Christine Dorner.
Nei suoi 90 anni di storia, Cassina ha sempre realizzato mobili per la vita contemporanea e ha sempre mostrato un grande interesse verso l’impatto sociale e culturale dell’architettura e degli interni sul nostro modo di vivere. La ricerca della modernità attraverso lo studio di nuove forme e materiali è infatti ancora oggi parte del DNA dell’azienda.
Cassina ha chiesto a Marie Christine Dorner di coinvolgere dei giovani professionisti che hanno seguito i suoi corsi presso l’école Camondo in un workshop, svoltosi in una dozzina di incontri in due mesi, da gennaio a marzo 2017.
Quest’esperienza appassionante, intrisa di ricerca, scambi fruttuosi e studio dei prodotti della Collezione I Maestri, ha permesso a questi giovani designer di riflettere su una tipologia base per poi reinterpretarla liberamente, all’interno dell’azienda: da una generazione all’altra…

Otto nuove interpretazioni dei Casiers Standard.
Presentati per la prima volta nel 1925 al Pavillon de l’Esprit Nouveau da Le Corbusier e Pierre Jeanneret, i Casiers Standard sono i primi mobili all’avanguardia dedicati all’organizzazione dell’abitazione. Concepiti per organizzare liberamente spazi e oggetti grazie a un sistema modulare, il progetto è tutt’oggi considerato rivoluzionario.
Il progetto di Marie Christine Dorner prende quindi ispirazione dai Casiers Standard, recentemente presentati da Cassina in una nuova versione, e vuole rimettere in questione le nozioni implicite nelle parole “casiers” e “standard”, reinterpretando il mobile attraverso una visione unica e personale.
Gli 8 progetti dei giovani designer sono stati svelati durante i D’Days all’interno di una scenografia di Marie Christine Dorner accompagnata da un film di 10 minuti, realizzato da Alexandre Medan sullo svolgimento del workshop, e accompagnato da testimonianze di tutti i partecipanti.

Kristina Chrastilova : Kinu
Kinu si ispira ai numerosi tessuti in seta e colori sovrapposti dei junihitoe giapponesi. L’universo della stanza è caratterizzato dalla presenza di tessuti differenti in un ambiente acusticamente isolato. I mobili Kinu sono concepiti per contenere i vestiti e riprendono il principio di base di una struttura metallica rigida ricoperta da un rivestimento morbido.

Grégory Chrétien : Un casier ispirato al Modulor
Nel 1943, Le Corbusier ha sviluppato il Modulor, il sistema di misura basato sulle proporzioni del corpo umano. Partendo da questo standard di misurazione, Grégory Chrétien ha costruito una sua valutazione.
In questa visione, un’unità diventa una panca o un tavolino basso; due un console; 3 o 4 una paratia aperta o mensola. Nell’assemblare i Casiers si forma un paesaggio architettonico dai ritmi ricchi e vari, composti da linee, piani, masse, pieni e vuoti.

Pierre-Adrien Dumoulin e Eléonore Satger : Jeannot
Un insieme di moduli per contenere oggetti d’alto valore affettivo. Dalle idee (erronee o imperfette) di Le Corbusier, che hanno condotto alle grandi architetture, il duo è partito dall’espressione che ne è scaturita, le “gabbie da coniglio”, per adattarla all’oggetto.
Hanno creato un sistema costruttivo di contenitori radicale e minimalista come gli edifici di Le Corbusier. Questi mobili cercano di esprimere con leggerezza e serietà, una visione urbana dell'oggetto.

Constance Frapolli : Dock
Dock s’ispira ai container navali, standard mondiali del ventesimo secolo, riprendendo le loro forme semplici e l’utilizzo di materiali basici come la lamiera ondulata per creare dei giochi di volumi e colori proprio come i container.

Lara Grand : Perforations
A somiglianza dell’architettura di Le Corbusier, l’aspetto di questo nuovo Casier Standard è più libero, con gambe importanti. I tubi e le perforazioni ottagonali permettono un assemblaggio semplice e variabile dei differenti moduli. Insieme, creano un sistema declinabile da una a quattro altezze.

Xavier Martin : Casier Mobile
Il Casier mobile accompagna l’utente nella sua vita quotidiana, trasportando i suoi effetti personali, lo segue nei suoi spostamenti come se fosse un oggetto di compagnia. Il suo contenuto, il materiale, il colore, appartengono alla sua storia, secondo i desideri di quel giorno.

Pauline Masson : Crustacés
Il progetto si articola sulla reinterpretazione delle reti metalliche per catturare dei piccoli granchi ed altri frutti di mare. L’idea è quella di una gabbia che custodisce al suo interno un oggetto raro, come un segreto mantenuto preziosamente.
Qui, il centro del Casier è una scatola di legno che fa levitare gli oggetti al suo interno, permettendo di glorificarli.

Marc-Antoine Voisin : Cubo
Una struttura “svuotata” con i lati trasparenti o perforati per un mobile cui si può girare intorno. Cubo offre due assemblaggi possibili, orizzontale e verticale, proponendo un disordine controllato.
Questo assemblaggio crea dei nuovi formati, superficie di appoggio e giochi di colore, sovrapponendo i lati colorati.

Una giuria prestigiosa.
Una giuria prestigiosa riunitasi a metà marzo ha scelto di portare avanti quattro progetti sotto forma di prototipi (Constance Frapolli, Xavier Martin,) e modellini (Pauline Masson, Lara Grand) mentre gli altri quattro progetti sono esposti con disegni, campioni e rendering.

I membri della giuria :
Gianluca Armento : Direttore Generale Cassina
Patricia Urquiola : Cassina Art Director
Michel Richard : Direttore Fondation Le Corbusier
Jean Frédéric Jauslin : Ambasciatore, Delegato permanente Svizzera presso l’UNESCO
Pernette Perriand et Jacques Barsac : Archivio Charlotte Perriand
Chantal Hamaide : Fondatrice e Direttrice della rivista Intramuros.

Otto progetti in mostra presso il nuovo showroom Cassina Rive Droite.
Gli 8 progetti sviluppati durante il workshop sono esposti in un allestimento colorato e intimo, uno spazio in cui le pareti sono coperte da un feltro di lana di Kvadrat. Questo materiale contrasta da un lato con i materiali ‘rigidi’ dei progetti, prevalentemente metalli, e dall’altra promuove l’acustica del luogo per dare valore al film realizzato per l’occasione. Proiettato all’ingresso, lo schermo è circondato dagli piccoli sgabelli di Charlotte Perriand dove ci si può sedere per seguire il filmato di 10 minuti.
Intorno, i 4 progetti selezionati dalla giuria sono presentati in tre dimensioni, due sotto forma di modellini nelle vetrine, gli altri due sotto forma di prototipi in varie grandezze. Gli altri 4 progetti sono appuntati su pannelli da workshop per spiegare meglio la ricerca e il processo della loro creazione.

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