La 699 Superleggera di Gio Ponti e Cassina. Ancora in produzione ininterrottamente da 60 anni.

Il capolavoro autentico di Cassina e Ponti.
La Superleggera, riconosciuta dallo stesso architetto e designer come uno dei suoi tre capolavori (insieme al grattacielo Pirelli a Milano e la Concattedrale di Taranto), è un simbolo di perfezione ed equilibrio tra solidità e leggerezza con una sezione triangolare di soli 18 millimetri e un peso minimo di 1,700 grammi.
Creata da Gio Ponti in collaborazione con i Figli di Amedeo Cassina, la sedia è il frutto della ricerca dell’architetto e della capacità di sperimentazione e di lavorazione degli abili artigiani dell’azienda. La Superleggera è infatti il punto di arrivo di un lavoro esecutivo di sviluppo creativo svolto per dare vita a una famiglia di sedie che comprende modelli rinomati di Cassina come la conosciutissima sedia Leggera.

Cassina e Ponti, le origini del design italiano.
L’attività di Cassina negli anni Cinquanta è fortemente legata a Gio Ponti che lavorò in azienda in stretta collaborazione con Cesare Cassina dal 1949 al 1965 circa.
Il comune desiderio di sperimentazione e ricerca portò alla nascita di un modello produttivo innovativo per l’industria del mobile, basato sul connubio tra progettista e imprenditore, ancora oggi fondamentale nella produzione dell’azienda. In questo periodo fecondo sono nate le prime poltrone progettate da Gio Ponti per Cassina che hanno arredato i grandi transatlantici italiani come l’Andrea Doria, il Conte Grande e la Giulio Cesare, creando il primo ponte di collegamento tra l’America e il Made in Italy. Lo stesso Ponti pensava a queste grandi navi come opere d’arte galleggianti, capaci di portare oltreoceano l’eccellenza italiana in tutte le sue declinazioni.
Oggi questi modelli, parte integrante dell’archivio storico di Cassina, sono ancora numerati rispettando l’ordine di inserzione nei primi cataloghi dell’azienda.
“L’archivio storico di Cassina conserva molti modelli della ricchissima produzione elaborata da Gio Ponti con i figli di Amedeo Cassina. La collezione raggruppa sedie, poltroncine e poltrone, modelli diversi realizzati per mostre, navi e spazi pubblici e domestici, tutti con una matrice riconoscibile e con una volontà di affermazione del moderno, frutto dell’intenso e appassionato lavoro di collaborazione.” Barbara Lehmann, Cassina Archivio Storico.

Progetti orgogliosamente MedaMade®.
MedaMade è un marchio depositato che garantisce la qualità e l’unicità della produzione di Cassina, rigorosamente realizzata in questa città della Brianza.
La sedia 699 Superleggera è ancora oggi realizzata nel reparto falegnameria di Cassina, cuore originario dell’azienda ubicato a Meda. La struttura produttiva è organizzata su scala industriale, ma composta al tempo stesso di isole artigianali. Qui il legno è lavorato con l’aiuto dei macchinari più moderni e sofisticati, ma è sempre la manualità consolidata da ciascun artigiano a dare impulso a tutte le fasi di realizzazione, soprattutto per l’incollaggio, la levigatura e l’assemblaggio. Per esempio, l’assemblaggio della sedia Superleggera è eseguito in un unico passaggio visto la peculiarità degli incastri che costituiscono la sua struttura.

Una selezione di modelli.
Accanto al modello classico in frassino naturale, laccato nero o bianco con seduta in canna d’India, sono disponibili varianti provenienti dalla produzione di Cassina degli anni ’50 con seduta imbottita colorata in pelle o tessuto sfoderabili, oltre a versioni speciali come il modello con struttura laccata bicolore bianca e nera disegnato per le esposizioni e mai messa in produzione.

Per i 60 anni della sedia Cassina ha introdotto una nuova variante disponibile in edizione limitata (60 pezzi) con struttura rossa e seduta in una versione rielaborata del tessuto Boxblocks dell’artista olandese Bertjan Pot.
Si narra che la sedia fu lanciato nel cortile di Cassina da Cesare Cassina per controllare la resistenza di questa sedia dall’aspetto così leggero.
Negli anni ’50, le strutture grezze delle sedie erano trasportate in Liguria sul tetto di una Fiat 1100 per la realizzazione dei sedili in canna d’india.
Questa lettera disegnata da Gio Ponti per Umberto Cassina in occasione di Sant’Umberto testimonia lo stretto rapporto di amicizia tra i due.

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