"This Will Be The Place", una monografia che esplora i comportamenti sociali contemporanei e il loro possibile impatto sul futuro degli interni.

Curatore: Felix Burrichter, giornalista, direttore creativo e fondatore della rivista PIN-UP di New York.

Interviste con:

  • Arno Brandlhuber, architetto minimalista berlinese noto per le sue idee sulla co-organizzazione spaziale.
  • Beatriz Colomina, storica dell’architettura e accademica di Princeton University, il suo lavoro si concentra sulle tendenze in ambito architettonico e sociale.
  • Konstantin Grcic, rinomato designer industriale che risiede in Germania.
  • Zhao Yang, appartenente a una nuova generazione di giovani architetti cinesi alla riscoperta di un linguaggio locale legato alla ruralità nel proprio lavoro.


Saggi di:

  • Mario Bellini, architetto e designer milanese.
  • Martti Kalliala, architetto, artista e musicista finlandese basato a Berlino.
  • Barbara Lehmann, Responsabile dell’Archivio Storico di Cassina.
     

Un'eredità di 90 anni di ricerche del living e degli interni contemporanei.
Cassina ha da sempre nutrito uno speciale interesse per gli interni. Non solo per la disposizione dell'arredamento in una stanza, ma anche come l'impatto culturale e sociale degli interni e dell'architettura può cambiare il nostro modo di vivere.

Nei suoi 90 anni di storia, l'azienda ha sempre prodotto mobili per la vita contemporanea. Uno dei primi esempi della lungimiranza di Cassina è stato negli anni Cinquanta il passaggio da un approccio artigianale alla produzione in serie. La ricerca della modernità attraverso lo studio di nuove forme e materiali è ancora oggi parte del DNA dell’azienda, così come la diffusione culturale delle opere dei suoi designer e architetti. Possiamo citare come esempio la ricostruzione di progetti architettonici all'avanguardia quali il Cabanon, la casa estiva di Le Corbusier, o il Refuge Tonneau, un rifugio di montagna progettato da Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret nel 1938. Oggi entrambi i progetti sono diventati esposizioni itineranti.

Un libro pionieristico che esplora i concetti futuri del living in occasione del 90° anniversario di Cassina.

Nel 1977 Cassina commissionò a Mario Bellini la realizzazione del Libro dell’Arredamento, un abaco di prodotti che si differenziavano per funzione e materiali, studiati per Cassina con ipotetici suggerimenti su come meglio arredare l'ambiente domestico. Questo importante approccio agli ambienti interni è stato il punto di partenza per un lavoro continuo di Cassina. 40 anni dopo, per festeggiare il suo 90° anniversario, l’azienda ha commissionato uno studio su come una società in evoluzione influenzerà il futuro degli interni. Il risultato è "This Will Be The Place", una monografia di 352 pagine, editata da Rizzoli.

Il libro è diviso in due sezioni: teorica e fotografica. Nella prima parte, cinque personalità del mondo dell'architettura e del design condividono i loro pensieri su come gli aspetti antropologici e sociologici della vita possono mutare le nostre abitudini quotidiane.

La seconda parte del libro adotta un approccio visivo molto sfidante: Cassina converte i contenuti identificati nelle interviste in cinque scenari fotografici, presentando possibili ambienti domestici arredati con i mobili dell’azienda.

Free Flow: una casa con spazi fluidi, non definiti.
Per la casa del futuro, Arno Brandlhuber predice un uso flessibile dello spazio con confini meno marcati tra il pubblico e il privato, l’interno e l’esterno. L'architetto ritiene che i cambiamenti demografici richiedono una maggiore fluidità nella progettazione delle case, dove i muri tra configurazioni spaziali e sociali preconcette devono essere abbattuti, in senso letterale e metaforico, convertendo la casa in una sorta di micro-città.

Gli interni presenti in questa sezione sono stati fotografati nella Balint House di Fran Silvestre Arquitectos a Valencia, uno dei soggetti della campagna pubblicitaria "The Other Conversation" di Cassina.

Artful Living: la casa del curatore, dove l'arte imita la vita e la vita imita l'arte. Parte di un'antologia.
Nel suo saggio speculativo Come Viviamo Domani, Martti Kalliala immagina scenari domestici in cui robot telecomandati regnano incontrastati su appartamenti campione immacolati, asettici e vuoti, o in cui agili centenari conservano il loro vigore grazie a stanze attrezzate che stimolano l'attività fisica. Tuttavia il risultato dell'attuale urbanizzazione iperaccelerata e della totale pervasività della tecnologia digitale potrebbe creare un contrappasso che prenderà la forma di un ritorno alla natura.

Questa sezione è stata fotografata negli interni dal 19esimo secolo di Villa Erba a Cernobbio, Italia.

Playground: "disruption" positivo per promuovere la sperimentazione e la longevità.

Il designer Konstantin Grcic sottolinea la necessità di confrontarsi con la realtà per poter guardare verso il futuro. Ritiene che il design nasce sempre da qualche forma di contesto contemporaneo. La ricerca di eventuali disruption, cioè di rotture, probabilmente può costituire un'opportunità di cambiamento.

La rottura è un concetto importante che ritorna nella seconda parte del libro. Uno spazio ibrido dovrà sfidare il proprio fruitore, creando, al contempo, confort. In un mondo dove l’aspettativa di vita continua ad aumentare, dovremo trovare soluzioni che ci manterranno vigili e in forma.

Back To The Roots: un habitat naturale dove il rurale incontra l'urbano.

Come risposta allo sradicamento delle tradizioni in una società dove l'identità è stata persa a causa della concretizzazione dei centri urbani, il giovane architetto cinese Zhao Yang si concentra sulla riscoperta di un linguaggio rurale, promuovendo un ritorno alla natura. Sostiene che solo rispettando la tradizione e il senso dei luoghi possiamo garantirci un futuro sostenibile. Eppure non è nostalgico nel suo approccio, per pensare al futuro si deve avere una profonda comprensione del passato.

Gli interni inclusi nella seconda parte del libro sono stati fotografati con la luce naturale di una casa progettata da Arno Brandlhuber a Scopello, Sicilia.

Bed Time: la casa è il letto, dove il fisico incontra il digitale.

La storica dell’architettura Beatriz Colomina afferma che l'identità dell'umanità moderna è stata per la maggior parte ridotta al contenuto del proprio smartphone, un’apparecchiatura attraverso cui possono passare quasi tutte le interazioni sociali e professionali. Di conseguenza il XXI secolo sarà il secolo del letto: grazie ai computer portatili, ai tablet e agli smartphone, potremo condurre la nostra vita interamente distesi fra le lenzuola e il pubblico e il privato, il lavoro e il gioco, il sonno e la veglia, si concentreranno tutti in un unico luogo.

"This Will Be The Place" sarà disponibile in Italia a partire dal 18 aprile e a livello internazionale, in lingua inglese, francese e tedesca, dall'autunno 2017.

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