Salone del Mobile – Refuge Tonneau, Charlotte Perriand, Pierre Jeanneret

Entra nel Refuge Tonneau, un’avveniristica navicella-rifugio di montagna  visitabile per la prima volta grazie alla ricostruzione autentica di Cassina

Cassina realizza la prima ricostruzione completa del Refuge Tonneau, progettato da Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret nel 1938, presso il suo spazio al Design Village in occasione del Salone del Mobile

1938 - 2012. La forza anticipatrice di un rifugio ispirato da una giostra per bambini
Charlotte Perriand, grande appassionata di montagna, aveva già immaginato nel 1936 un primo rifugio mobile. Due anni dopo, insieme a Pierre Jeanneret, sviluppa un unico modellino evoluto del Refuge Tonneau. Bizzarra fonte di ispirazione, una giostra per bambini fotografata in Croazia. Di questa struttura leggera e itinerante viene ripreso lo scheletro metallico composto da un palo centrale e da una sommità che richiama un grande ombrellone di dodici spicchi. 

Un autentico capolavoro di architettura portatile per condizioni estreme
La struttura a dodecaedro, inizialmente concepito per tutte le montagne delle Alpi, anticipa in modo impressionante progetti realizzati molti decenni dopo come le stazioni Concordia nell’Antartide del 2002 e la Mars Society Desert Research Station del 2011. L’intelaiatura di questa compatta navicella-rifugio è costituita da materiali industriali come l’alluminio per i pannelli, scelto per la sua leggerezza, facilmente assemblabili e smontabili. Le aperture a oblò e le volumetrie richiamano il mondo aeronautico. La sagomatura è studiata per non opporre resistenza al vento. I sostegni a palafitta offrono stabilità anche sui terreni più mossi e scoscesi. L’interno del rifugio è costruito invece da legno d’abete che, nonostante la sua essenzialità, rende l’ambiente naturale ed accogliente.

Spazio per otto. Un’oasi spartana completa di tutto l’indispensabile, nella quale poter entrare per scoprire la geniale organizzazione millimetrica degli interni 
L’apertura a bussola antifreddo dà accesso ad un piccolo spazio, suddiviso in un piano terra con quattro letti singoli e in un soppalco con due letti matrimoniali, in grado di ospitare fino ad otto persone. Una sfida intrigante per Charlotte Perriand, che ha sempre amato studiare e facilitare i gesti che legano uomo e arredi negli spazi ridotti. Molto attenta al tema dell’arrangement, la Perriand trova un posto per ogni cosa. La stufa è interna al tubo centrale in acciaio e riscalda l’intero ambiente con il minimo ingombro. I letti al piano terra sono ribaltabili grazie ad un sistema di cinghie in cuoio ispirato ai vagoni letto dell’epoca, trasformandosi in  sedute per il giorno. La minuscola area cucina si compone di un piano di lavoro in legno in cui è inserito un lavello in acciaio dove sciogliere la neve. Accanto, appositi contenitori per le vivande di prima necessità, un ripiano per il fornelletto da campo, un vano portazaini e uno portasci. Ogni arredo è infatti un piccolo escamotage di funzionalità e bellezza, una soluzione che si relaziona con intelligenza alle altre. Un pensiero sempre attento alle esigenze di chi vive intensamente la montagna, il freddo, la natura, e cerca un momento di ristoro e di riposo.

Finalmente il pubblico può vivere da vicino questa originale idea di rifugio mobile di montagna
Non più solo opera riportata sui libri, ma oggetto tridimensionale, da toccare e vedere da vicino per comprendere la portata innovativa di un’architettura portatile destinata ad ambienti estremi.

Cassina: filosofia guida, ricostruire l’opera nella sua autenticità
Cassina ha riprodotto fedelmente sulla base di disegni, notazioni o arredi già realizzati da Perriand in altri progetti di abitazioni. Dopo la ricostruzione nel 2006 del Cabanon, la casa estiva di Le Corbusier, Cassina sviluppa un altro progetto culturale, permettendo a tutti di entrare all’interno di questa struttura visionaria, altrimenti destinata a restare sconosciuta.

Il Refuge Tonneau prende forma grazie all’appassionata ricerca svolta da Cassina su schizzi, disegni e appunti originali dei due autori. Un grande impegno, svolto con uno spirito di grande affinità e sintonia, dedicato a interpretare e realizzare nel modo più fedele possibile le reali intenzioni di due fra i maggiori protagonisti del movimento moderno e della Collezione Cassina I Maestri. L’intera operazione avviene in stretta collaborazione con la figlia di Charlotte Perriand, Pernette Perriand-Barsac, sua assistente per vent’anni, e con l’impiego di tutto il patrimonio di conoscenze, tecnologie industriali, ricerca dei materiali e capacità innovative che Cassina ha maturato nella sua storia. 

Dimensioni: Ø 380 x h. 392 cm.