Cassina 9.0: 2017-1927. Installazione Cassina 9.0: un punto di arrivo al traguardo dei 90 anni, un nuovo punto di partenza verso il futuro.

Cassina 9.0: un’installazione per il 90° anniversario.
90 anni. Un anniversario importante che viene celebrato in occasione del Fuorisalone 2017 con un manifesto per il futuro: Cassina 9.0. L’installazione firmata da Patricia Urquiola è una esplorazione giocosa che fa riferimento, come nel linguaggio informatico, al progresso e all’evoluzione come necessaria risorsa per reinterpretare l’eredità storica dell’azienda. Una libera interpretazione della monografia “This Will Be The Place”, presentata da Cassina in questa occasione.

Cassina, da sempre anticipatrice e pionieristica, così afferma la sua forte volontà di mettere in relazione il proprio passato e presente tramite una visione proiettata al futuro.

"This Will Be The Place": Idee, proposte, visioni sul futuro dell’abitare.
Il libro, curato da Felix Burrichter ed edito da Rizzoli, raccoglie nella prima parte quattro interviste e un saggio che coinvolgono cinque personalità del mondo dell'architettura e del design nell’esplorazione dei comportamenti sociali contemporanei e del loro possibile impatto sul futuro degli interni. Nella seconda parte del libro, Cassina interpreta i temi identificati in cinque scenari fotografici: Free Flow, Artful Living, Playground, Back To The Roots, Bed Time.

Un progetto site-specific.
Cassina 9.0 si sviluppa in un nuovo luogo di Milano, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Una scelta accurata per l’impegno intellettuale, culturale e creativo della Fondazione verso la città nella ricerca di idee e soluzioni che possono costruire futuri possibili. Il progetto curato da Patricia Urquiola consiste in un’installazione site-specific che dialoga con lo spazio rispettando l’architettura dell’edificio e le linee di ricerca della Fondazione dedicate alle trasformazioni degli spazi urbani e delle dimensioni di cittadinanza.

Disruption: interazione e sperimentazione.
Il percorso inizia al primo piano dove lo spazio viene diviso da un gesto che riprende il taglio diagonale dell’edificio. E’ un disruption wall. Perché una rottura, come spiega il designer Konstantin Grcic nel libro "This Will Be The Place", è un'opportunità per creare cambiamento.

Nella prima parte dell’installazione, permeata dal colore rosa, è la realtà virtuale a innestarsi nella dimensione reale. All’interno di ambienti domestici riconoscibili, il visitatore si relaziona ai prodotti di Cassina tramite esperienze interattive inaspettate, coinvolgenti ed ironiche, che vanno mutando. La presenza di opere dell’Archivio di Cassina rafforza il concetto del passato come fondamento per costruire il futuro.

Una realtà parallela.
Il colore verde segna l’arrivo in un’altra realtà. In quest’area una riproduzione del grande divano-isola La Barca di Piero De Martini (1975) invita il visitatore alla condivisione, in un ambiente in cui ognuno  può adattarsi confortevolmente. Si riprende così il concetto del Free Flow, uno spazio fluido senza limiti, espresso nel libro dall’architetto tedesco Arno Brandlhuber. Qui si attende l’ingresso alla chroma key room: attraverso questa tecnica, il visitatore viene trasferito in una dimensione virtuale, immergendosi nei collage disegnati per il libro dall’artista Martti Kalliala. Si entra così in una dimensione surreale, giocosa come un Playground.

La comprensione del passato per guardare al futuro.
Salendo verso la punta dell’edificio, si può visitare l’avveniristico Refuge Tonneau che svetta sopra la città come un faro. Cassina ha ricostruito fedelmente questo rifugio di montagna portatile, disegnato da Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret nel 1938, per diffondere i valori culturali degli architetti del Moderno. In questo contesto il Refuge Tonneau diventa un simbolo del tema Back To The Roots, un manifesto per il ritorno alla natura, che nel libro il giovane architetto cinese Zhao Yang presenta come una risposta alla densificazione dei centri urbani.

Un sistema per meglio relazionarsi con lo spazio circostante.
Durante il giorno, nella sala lettura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, i visitatori possono accomodarsi sul nuovo divano Soft Props disegnato da Konstantin Grcic per la Collezione 2017.

Dopo le 19.00 lo spazio si riconfigura per accogliere nuove attività: la sfumatura tra il pubblico e il privato quindi svanisce, e le azioni si condensano intorno alla superficie orizzontale dei divani. E’ il concetto del Bed Time, come Beatriz Colomina, storica dell’architettura, racconta nella sua intervista: il XXI secolo sarà il secolo del letto e grazie alla tecnologia potremo condurre la nostra vita sempre più in orizzontale.

Horizontal Freedom, una performance per raccontare il passato in chiave contemporanea.
Mercoledì e giovedì, con un calendario dedicato, nella sala lettura, un gruppo di attori teatrali entreranno in contatto con il visitatore coinvolgendolo in una performance che mira ad avvicinare il passato al futuro di Cassina.

La pièce è ispirata al progetto Kar-a-sutra, il primo prototipo di macchina monovolume disegnato da Mario Bellini nel 1972 con Dario Bellini, Francesco Binfaré e Gianfranco Origlia, e coordinato dal Centro Ricerche Cassina, insieme a C&B Italia, Citroën e Pirelli. Esposta al MOMA per la mostra New Domestic Landscape, questo progetto innovativo rispondeva all’esigenza dell’utente di aver massima libertà e abitabilità dello spazio, oltre a un’organizzazione degli interni per facilitare la comunicazione tra i passeggeri.

Durante gli altri momenti della settimana, la performance sarà proiettata allo stesso piano.